Femminilità rivista...
(molto rivista, poiché detesto pressoché tutti gli stereotipi che riguardano le donne...)
Sarà forse solo un mio momento particolare in cui proprio non lo posso soffrire, eppure...
Sì, è ancora il caso di parlare de "La condizione femminile nel mondo".
Premessa alquanto dovuta: i luoghi comuni che ancora oggi tartassano e sviliscono il cosiddetto (pfui!) "sesso debole" mi sono estranei, chi mi conosce bene lo sa. E se leggete attentamente di me capirete benissimo che è così. Sto sempre dalla parte delle donne, non certo per "solidarietà femminile", o almeno per com'è percepita tale ridicola stupidaggine in sé da parte degli esemplari maschili, ma semplicemente perché penso a favore delle altre, come di me stessa, e detesto i cliché ad esse riferiti. Non mi rappresentano e non ci rappresentano.
E anche se ultimamente su Grazia e su altre riviste (come ad esempio anche Cosmopolitan in cui c'è un assurdo articolo sull'incapacità delle donne nel gestire i soldi, mentre invece sempre su Grazia c'è una bellissima intervista a Suze Orman che ribadisce l'importanza del potenziale femminile in economia e finanza... e dire che sono della stessa casa editrice!!) e quotidiani sto leggendo molti articoli che evidenziano impietosamente come la società, e parlo di tutto il mondo, consideri ancora il genere femminile come inferiore a quello maschile, e quindi come debba essere relegato ad impegni minori, impieghi minori (con stipendi minori, naturalmente) e ad occupare ruoli minori, benché sia stato ampiamente dimostrato che una donna può ad esempio candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti con buoni margini di successo, oppure, tanto per parlare di casa nostra, tentare la scalata alla presidenza del Consiglio o essere a capo della più grande ed importante associazione nazionale di industriali, e quindi avere impegni, impieghi e ruoli in tutto e per tutto paritari tra i due generi, anche se tutto sembra convergere per mantenerli il più possibile in disparità ad indubbio appannaggio di quello maschile, anche se quando alcuni spiragli si aprono, molti si richiudono nello stesso tempo e i più restano ancora invalicabilmente chiusi,
tutto ciò nonostante continuo ad argomentare le mie tesi sulle pari opportunità e a battermi perché il mondo non sia (e non possa essere più) soltanto in mano agli uomini. E non smetterò finché non avrò ottenuto i risultati cui ambisco (tenetemi d'occhio perché ho intenzione di scrivere un libro tutto incentrato su questa uguaglianza-disuguaglianza)
Ciò che mi conforta è che le giornaliste di Grazia, tra cui porto ad esempio Anselma Dell'olio e la direttrice Vera Montanari, disapprovano la distorta maschilistica visione delle cose ancora imperante e ne propongono una più equilibrata ed oggettiva, che naturalmente condivido ed approvo (mentre invece ho scritto un messaggio email di fuoco a Gabriella Grasso, autrice dell'articolo su Cosmopolitan da me tanto contestato, esprimendo la mia contrarietà e il mio dissenso)
Signori uomini arrendetevi dunque all'evidenza, ammettete che tutte le donne possono competere pariteticamente con gli uomini e che molte di noi possono pure battervi, persino in aree un tempo considerate vostra esclusiva prerogativa... (d'accordo adesso dal comodino suonerà la sveglia, prepariamoci ad aprire gli occhi...e a scendere dal pero, maledizione!)
Sarà forse solo un mio momento particolare in cui proprio non lo posso soffrire, eppure...
Sì, è ancora il caso di parlare de "La condizione femminile nel mondo".
Premessa alquanto dovuta: i luoghi comuni che ancora oggi tartassano e sviliscono il cosiddetto (pfui!) "sesso debole" mi sono estranei, chi mi conosce bene lo sa. E se leggete attentamente di me capirete benissimo che è così. Sto sempre dalla parte delle donne, non certo per "solidarietà femminile", o almeno per com'è percepita tale ridicola stupidaggine in sé da parte degli esemplari maschili, ma semplicemente perché penso a favore delle altre, come di me stessa, e detesto i cliché ad esse riferiti. Non mi rappresentano e non ci rappresentano.
E anche se ultimamente su Grazia e su altre riviste (come ad esempio anche Cosmopolitan in cui c'è un assurdo articolo sull'incapacità delle donne nel gestire i soldi, mentre invece sempre su Grazia c'è una bellissima intervista a Suze Orman che ribadisce l'importanza del potenziale femminile in economia e finanza... e dire che sono della stessa casa editrice!!) e quotidiani sto leggendo molti articoli che evidenziano impietosamente come la società, e parlo di tutto il mondo, consideri ancora il genere femminile come inferiore a quello maschile, e quindi come debba essere relegato ad impegni minori, impieghi minori (con stipendi minori, naturalmente) e ad occupare ruoli minori, benché sia stato ampiamente dimostrato che una donna può ad esempio candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti con buoni margini di successo, oppure, tanto per parlare di casa nostra, tentare la scalata alla presidenza del Consiglio o essere a capo della più grande ed importante associazione nazionale di industriali, e quindi avere impegni, impieghi e ruoli in tutto e per tutto paritari tra i due generi, anche se tutto sembra convergere per mantenerli il più possibile in disparità ad indubbio appannaggio di quello maschile, anche se quando alcuni spiragli si aprono, molti si richiudono nello stesso tempo e i più restano ancora invalicabilmente chiusi,
tutto ciò nonostante continuo ad argomentare le mie tesi sulle pari opportunità e a battermi perché il mondo non sia (e non possa essere più) soltanto in mano agli uomini. E non smetterò finché non avrò ottenuto i risultati cui ambisco (tenetemi d'occhio perché ho intenzione di scrivere un libro tutto incentrato su questa uguaglianza-disuguaglianza)
Ciò che mi conforta è che le giornaliste di Grazia, tra cui porto ad esempio Anselma Dell'olio e la direttrice Vera Montanari, disapprovano la distorta maschilistica visione delle cose ancora imperante e ne propongono una più equilibrata ed oggettiva, che naturalmente condivido ed approvo (mentre invece ho scritto un messaggio email di fuoco a Gabriella Grasso, autrice dell'articolo su Cosmopolitan da me tanto contestato, esprimendo la mia contrarietà e il mio dissenso)
Signori uomini arrendetevi dunque all'evidenza, ammettete che tutte le donne possono competere pariteticamente con gli uomini e che molte di noi possono pure battervi, persino in aree un tempo considerate vostra esclusiva prerogativa... (d'accordo adesso dal comodino suonerà la sveglia, prepariamoci ad aprire gli occhi...e a scendere dal pero, maledizione!)







